Già, non si può piacere a tutti. Cercare di accontentare tutti i gusti non solo è  utopico ma anche la ricetta per il disastro.

Quando ho iniziato questo lavoro non avevo ben chiaro il profilo del mio cliente ideale, e raccontavo a me stessa (ci credevo davvero) e alle coppie che incontravo che il matrimonio era il loro e io non avrei interferito in alcun modo con le loro idee. 

Negli anni anni ho capito che ciò non è possibile. E’ un lavoro di squadra, e in ogni squadra ognuno porta il suo contributo. Immaginiamo di voler fare un thè. Voi mettete la miscela ma spesso io mi ritrovo a fare da filtro. A selezionare le vostre idee (a volte a stimolarle), ad assemblarle e confezionarle mettendoci del mio. E’ inevitabile. Il mio gusto e la mia sensibilità estetica devono in qualche modo piacervi. Dobbiamo fare click. Viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda. Solo così io posso dare il massimo e voi potete ottenere il massimo dal lavoro di squadra. 

Ciò non significa che io non possa interpretare mood ogni volta diversi, che nn possa ogni volta aiutare la coppia a raccontare la “sua” personale storia (ehi! È la cosa che mi riesce meglio!! ;-). Mi definisco eclettica, mi piace il sapore moderno e glamour così come il boho e l’hipster. Ma ogni trattamento “subisce” il mio filtro.

Ne ho avuto la riconferma un po’ di tempo fa quando un ospite che aveva partecipato a un mio matrimonio mi ha ritrovato in quello di un altro amico e mi ha detto “ci avrei giurato che c’era il tuo zampino”. I due matrimoni erano completamente diversi, davvero. Molto, molto diversi fra loro. Per cui questa affermazione all’inizio mi ha lasciato un po’ interdetta. Ma nel tempo l’ho digerita. 

Quando pochi mesi fa una sposa mi ha confessato di avermi scelta perché tutti in matrimoni che le piacevano e vedeva  “in giro” scopriva (dopo averlo intuito) il mio coinvolgimento…bhè, oggi sono pronta per “viverlo” come un grande complimento.

In un settore dove tutti sembrano offrire la stessa cosa, il fatto che il mio contributo sia in un certo senso “riconoscibile” ha i suoi vantaggi.

Con il passare degli anni ho capito in quali situazioni sono più coinvolta, quali mi affascinano, quali mi appassionano. 

Con il passare degli anni (e dei matrimoni) il mio portfolio ha preso una direzione chiara. E non temo più di palesare le mie opinioni. Non ho più paura di non piacere. Anzi, esporsi significa attrarre unicamente il cliente più giusto. Quello con cui 1+1=3.

Certo, sto bene attenta a non dare opinioni avventate, questo sì. A volte certi spunti iniziali (di coppie con cui è avvenuto il click) mi lasciano perplessa, ma mi trattengo dall’esprimere giudizi di primo pelo. Ho capito negli anni che la stessa idea può essere interpretata in millemila modi diversi,. E fra quei millemila è molto probabile che ce ne sia uno nella mie corde. Il mio “trucco” è questo. Far girare i criceti sulle vs idee finché non trovo una chiave di lettura che appassiona me e voi. Se avevamo fatto click, di certo quella chiave di lettura esiste! E allora SAAAAMBA!!! ;-)