L’ultima settimana di maggio sono stata invitata a partecipare alla Wedding Breakfast promossa da Zankyou e organizzata nella bella cornice del lago Maggiore.

 

Il tema era il Wedding Tourism.

I dati Istat presentati molto positivi, così come quelli comunicati dal Distretto Laghi.
Sono tanti gli stranieri che ogni anno scelgono lì’Italia per il loro “sì” e sono sempre di più le donne expat che trovano altrove l’amore ma tornano a sposarsi a “casa”. La prima riflessione della Tavola Rotonda è stata sui limiti e sulle opportunità di questo settore.
Qui l’articolo completo dove Simona Spinola ci racconta come si è svolta la giornata.
La riflessione che io ho voluto condividere è stata in merito all’approssimazione con cui spesso catering e location affrontano la parte contrattuale. Viviamo nel paese dove quasi si riesce a comprar casa con una stretta di mano e una pacca sulla spalla. Non mi stupisce quindi che un catering possa semplicemente chiedere una firma apposta sull’ultima pagina di un menù, ma sicuramente non aiuta chi, come me, si trova a dover chiarire e dettagliare gli accordi quanto più possibile per evitare fraintendimenti o sorprese in corso d’opera. Oltretutto in altri paesi gli accordi scritti e dettagliati sono prassi comune e quindi largamente “attesi”. Sono spesso io a proporre il testo dell’accordo fra cliente e fornitore cercando di contemplare ogni aspetto, ogni variante, ogni “prevedibile” necessità. Un lavoro più attento svolto all’inizio può sicuramente aiutare ad avere un’organizzazione più fluida e “facile” nei mesi a venire. Tuttavia non sono poche le resistenze che si incontrano dagli stessi operatori del settore. E’ sicuramente un punto in cui tutto il settore deve ancora evolvere e “maturare” per poter servire meglio la clientela straniera (ed è un limite anche per quella italiana, sia chiaro ;-)
Il problema linguistico è sicuramente un altro limite. Ancora troppe volte vediamo “pig” anziché “pork”, con ancora troppi fornitori mi trovo a dover tradurre interi documenti/proposte.
Il settore dei noleggi poi, è ancora indietro rispetto agli standard di molti altri mercati, la rete di trasporti ancora un limite per molte zone, e in ultimo non posso non menzionare i pagamenti. Sono ancora in tanti a non accettare carte di credito o forme di pagamento alternative (i.e. Paypal).
Ma come sempre, i limiti del settore, se osservati da un’altra prospettiva, possono diventare delle opportunità e dei vantaggi competitivi per chi invece intende rispondere in modo adeguato alle necessità di questo target. 
Saranno loro a dimostrare al settore le potenzialità ancora non sfruttate a pieno e saranno loro a “traghettare”, si spera in uno futuro molto prossimo, il nostro Bel Paese verso standard sempre migliori e sempre più apprezzati dalla clientela straniera.
O almeno, io voglio crederci.
La ns Wedding breakfast si conclude con un giro nelle cucine, una visita alle stanze e un gelato servito nella suite più bella dell’albergo. Un plauso agli organizzatori Elena Renzi e Simona Spinola, ai fornitori/sponsor che ci hanno riempito di coccole e bellezze, e alla struttura che ci ha ospitato Villa e Palazzo Aminta.
Le foto sono di Gabriele Basilico.