Eccomi qui a raccontarvi qualcosa di più dell’Unconventional Happening a cui ho partecipato.

Si tratta di un Fiera Non Convenzionale organizzata a Roma il 1 marzo. L’idea è nata da Valeria, blogger di Spose Non Convenzionali, e l’organizzazione impeccabile è merito di Federica, Tiziana, Valeria, Veronica LD & Veronica L.
Non voglio raccontarvi dei contenuti o del programma perchè trovate già molte info sul sito dell’evento. Voglio invece spendere qualche parola sull’atmosfera e sul clima di collaborazione e confronto che si è venuta a creare. Per me è stata una bellissima occasione per discutere e confrontarmi con colleghi e professionisti con una filosofia affine alla mia. In Italia sentiamo la mancanza di questo genere di iniziative e un plauso va a coloro che attivamente si impegnano per creare queste occasioni.
Ho incontrato e discusso le ragazze di Frallalà, con Carolina di Come Le Ciliege, con Barbara di Fatamadrina, con Silvia di IciBan, con Nadia di Nadia Manzato Wedding Couture, Miriam di La Cinique Romantique, Valentina di Eventi Speciali e Luciana di Fibre di Luce, ho conosciuto le ragazze di Capri Moments, Caterina de L’Idea Grafica e altre ancora.
La domanda che ho rivolto più spesso è stata: E’ solo questione di tempo o il mercato italiano ha delle peculiarità tutte sue che non consentiranno di raggiungere gli standard di altri paesi nel nostro settore?
Devo ammettere che io all’inizio ero fermamente convinta che fosse solo questione di tempo: il mercato è partito in ritardo rispetto ad altri paesi, il matrimonio in Italia ha etichette e condizionamenti culturali molto forti, e come in molti altri settori le “collaborazioni” vengono spesso intese come mero reciproco scambio di commissioni e clienti. Ma pensavo bastasse seguire la propria strada, sforzarsi di “educare” il cliente, e lasciare il giusto tempo al mercato per evolvere e stabilizzarsi.
Non ne sono più così sicura. In generale vedo un’evoluzione, ma lenta e faticosa.
Non fraintendetemi, io sono positiva e ottimista di natura, l’entusiasmo e l’energia che metto nel mio lavoro è quella di sempre, e credo che chi lavora bene possa conquistare la sua nicchia, ma la mia riflessione era di più ampio respiro e si riferisce al settore nel suo complesso.
Quella che prima era per me una convinzione ora per me è una speranza e un augurio a tutti coloro che hanno partecipato all’UH.
E voi, che ne pensate? E’ solo questione di tempo oppure no?