Dopo mesi e mesi mi riapproprio di questo spazio. Non sono una wedding blogger nè aspiro ad esserlo, e le mie spose e altri progetti hanno avuto quindi precedenza sull’aggiornamento del blog. Ma mi piace questo spazio dove posso liberamente raccontarvi qualcosa di più. Mi sembra in qualche modo di esservi più vicina.
Per cui oggi proverò a soddisfare la vostra curiosità.
Nella sezione portfolio del sito ho di recente pubblicato uno dei matrimoni che ho amato di più della passata stagione. Ma magari a qualcuno potrebbe interessare quello che dal sito non si vede. Cosa si nasconde dietro quelle foto e quei video.
Potrei iniziare dal cuculus canorus, o dallo zio ubaldo, ma invece scelgo la sala del Comune come Capitolo 1. A breve posterò gli altri. Per cui tornate a trovarmi.
Nelle foto la vedete splendida, grande, affrescata, gremita, ben allestita. E’ la sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori di Assisi. La sala più grande, quella che avevamo confermato con mesi di anticipo. Il giorno prima avevo fatto un ultimo controllo telefonico e parlato con la responsabile per sincerarmi che tutte le carte fossero a posto e la sala confermata (confermando anche il numero dei testimoni, la tipologia di sedie e altri dettagli). Tutto ok. Il comune di Assisi si era sempre dimostrato molto disponibile e il personale molto gentile. Dovevamo solo decorare il tavolo della celebrazione, le sedie degli sposi, un paio di composizioni su alzate. Sistemare sulle sedie libretti e ventagli. Bolle e riso in uscita. Niente di complesso. Tutto pronto e solo da “posizionare”. Per cui al mattino, mentre stavamo allestendo la location del ricevimento, che invece necessitava di molto lavoro, ho preferito suggerire alla fiorista di rimanere sul posto a concludere le decorazioni e ho lasciato sul posto anche la mia assistente. Mi sarei occupata da sola della cerimonia.
La sala sarebbe stata aperta alle 10.15 e avrei avuto un addetto alla sicurezza a disposizione per eventualmente movimentare gli arredi (qualora avessi voluto intervenire sulla disposizione delle sedie o del tavolo). La cerimonia era alle 11, avevo tempo a sufficienza.
Ebbene, alle 10.15, appena dopo aver finito di scaricare, scopro che la sala che ci era stata messa a disposizione era la Sala del Consiglio (avevo 130 ospiti e la Sala del Consiglio ne teneva a mala pena 40). Nella sala corretta, quella Della Conciliazione, era stato tenuto un convegno il giorno precedente: lavagne per appunti, proiettore e schermo, banner pubblicitari, bicchieri e appunti abbandonati in giro, tutte le finestre chiuse e le tende tirate. E l’addetto alla sicurezza a mia disposizione per eventualmente movimentare gli arredi era una signorina in tailleur con tacco 12 che non appena informata dell’errore è sbiancata e ha iniziato a ripetere: non dipende da me, ha disposto tutto il mio responsabile che al momento non c’è.
Potete immaginare vero come mi sono sentita in quel momento e cosa mi è passato per la testa? Ma sgomento e rabbia non potevano durare più di 5 secondi. Non c’era tempo. Bisognava reagire subito. Ancora un’occhiata veloce alla sala del Consiglio (no, un centinaio di ospiti fuori era davvero troppo, e poi la sposa aveva scelto e pagato per l’altra sala). Un dubbio da dipanare velocemente: quello che la sposa avesse cambiato idea all’ultimo e senza avvisarmi (ma sarebbe stato veramente strano!) e quindi una veloce telefonata ad Annina con la voce più calma e rassicurante degli ultimi 20 anni “anna cara ciao, ti è piaciuto il bouquet? tutto a posto solo un dubbio perchè all’addetto della sicurezza hanno lasciato detto che si sarebbe svolta nella sala del consiglio mi confermi vero che non hai fatto alcuna telefonata ieri?” Il bouquet le era piaciuto un mondo, e no nessun cambio di idea last minute.
Ok Huston, abbiamo ufficialmente un problema. “Senza una conferma dal mio responsabile non posso darle l’altra sala”. E il telefono da cui la signorina poteva cercare di raggiungere il responsabile era nell’altra ala dell’edificio. Che scherziamo? Perdiamo 10 min per raggiungere il telefono? La burocrazia degli uffici italiani non conosce limiti! Tenga il mio cellulare la chiamiamo da qui. Nel frattempo, gentile signorina, mentre cerca il responsabile, io inizio a rivoltare la sala perchè mancano poco meno di 30 minuti.
“Se domani verranno a cercarmi sarà un problema di domani” -ho pensato in quel momento. Ho anche pensato che una signorina con il tacco 12 non avrebbe potuto fisicamente opporre resistenza ;-) !
Da sola era troppo, neanche Mary Poppins, mi serve aiuto. Giù per le scale e fuori. Iniziavano ad arrivare i primi ospiti. Dello sposo ancora nessuna traccia. Un uomo alto, elegante e molto sorridente mi vede e si avvicina. E’ il responsabile delle Risorse Umane nell’azienda del padre della sposa. Ok è la persona giusta. E’ il mio angelo. Qualcuno lassù ha premiato i miei sforzi e il mio impegno. Mi hanno assegnato un salvatore. Un bel sorriso e l’ho conquistato. Nei 15 minuti che seguirono abbiamo (thanks god da brava wp ho gli attrezzi del pronto intervento sempre con me in una mini tracolla) tranciato i fili che sorreggevano i banner e i maxi leger appesi e li abbiamo nascosti in una saletta vicina, trasportato nella medesima saletta le lavagne appunti, il proiettore, lo schermo, nascosto dietro le tende i microfoni e tutta l’attrezzatura audio, aperto le finestre, tirato tutte le tende, raccolto carta e plastica abbandonati sulle sedie. A quel punto la signorina aveva parlato con il suo responsabile e si scusavano tanto un errore del genere non era mai accaduto, era a mia completa disposizione …”in cosa posso aiutarla?”. E sul tacco 12 ci ha faticosamente aiutato a spostare le sedie che erano state sistemate nell’altra sala . A quel punto non ero più arrabbiata, la povera signorina era sinceramente mortificata per l’accaduto. Una volata di sotto, ecco lo sposo, bellissimo! il panama è perfetto! “caro sposo è tutto a posto stiamo finendo gli ultimi dettagli! accogli e saluta gli ospiti qui sotto – che è perfetto per le foto – e li facciamo entrare alle 11 in punto. Torno su, verifico che il sindaco sia arrivato, ultimi 10 minuti per fare quello che inizialmente pensavo di fare in mezz’ora e in tutta tranquillità. Le decorazioni da legare sulle sedie degli sposi, ventagli e libretti da distribuire sulle sedie, composizioni sul tavolo, attestato da far firmare, cuscino per le fedi (che poi non era un cuscino ma un nido). Le alzate erano già al loro posto e le ultime cose andavano messe in uscita. Orologio: 11 spaccate. L’incubo è finito Monica. Angelo mio grazie dell’aiuto. Racconterò alla sposa del tuo provvidenziale intervento davanti a un drink questa sera e ne rideremo su. Ora andiamo a goderci l’arrivo della sposa.
Distrutta, ma mi sentivo come all’ultimo gol di campionato.
In fin dei conti, penso, l’angelo me lo sono meritato. La buona sorte è anche un atteggiamento di vita.



sito molto interessante complimenti