Il futuro si crea nel presente.
Si chiama pianificazione ;-)
Per fare una corretta pianificazione, devi partire dal risultato che vuoi ottenere. E poi studiare la strada che ti porta a quel risultato.

Come quando parti per un viaggio: decidi prima la meta vero? Studi il tragitto, le tappe del percorso, calcoli i tempi per i trasferimenti…Quando ti appresti a cucinare, scegli prima il piatto, poi guardi la ricetta, poi guardi cosa hai frigo, fai la spesa mancante e poi lavori e metti insieme gli ingredienti in certo ordine vero?
Per il tuo matrimonio, fai la stessa cosa.

Non iniziare a muovere i primi passi senza prima sapere dove vuoi andare. 

Non partire a googlare “ricerca location matrimonio” come se non ci fosse un domani. Non fiondarti a bloccare fornitori. No, no e poi ancora no.
Quando lavoro con le mie coppie, un momento per me importantissimo è quello della raccolta del brief e della definizione del risultato atteso.

Sono tre gli strumenti che ci aiutano (sono la nostra bussola, la mappa e le indicazioni stradali):

  • Un form che ti chiedo di compilare in modo accurato (che serve a me per allinearmi con i tuoi desideri ma anche a te per fare chiarezza e interrogarti sulle cose giuste, facciamo poi insieme delle riflessioni sul quadro che emerge).
  • Una Simulazione del Budget (che commentiamo in ogni voce)
  • Una Inspiration Board (che ci aiuta a chiarire concept e mood).

Ti chiedo scusa fin d’ora: ho lavorato sette anni in un’agenzia di pubblicità e per me è inevitabile ragionare in termini di Brief, Concept, e Mood. Alcuni amici mi chiamavano location in quel periodo, perché prendevo il Brief dal cliente, sviluppavo campagne above-the-line, andavo a seguire shooting sperando di non prendere il weather day. E poi, come se non bastasse, ho sposato un British gentleman! Per cui perdonami, e accettami per l’esterofila che sono.

Proverò a chiarire meglio i termini che io tutt’oggi continuo ad utilizzare, cosa sono e perché ti servono.

Il Concept è l’idea attorno a cui si sviluppa il progetto: a volte viene suggerita da voi sposi, a volte è una mia proposta (che arriva in seguito a un percorso che facciamo insieme).

Il Mood descrive la linea estetica, l’atmosfera con cui viene “raccontato” il Concept.

Definirli bene porta a raggiungere due obiettivi:

  1. Chiarire e condividere
  2.  guidare e ispirare.

Vediamoli nel dettaglio.
1. Chiarire e condividere
Il Concept può venire generalmente espresso in poche parole (Federica e Marco: conVoliamo a nozze, Fulvio e Eleonora: cibo per l’anima in un menù d’autore, Giulia e Erik: il Viaggio come percorso e come scelta di vita, Marta e Vins: #lanostrastoria).

Per i Mood, che interpretano quindi il concept, dandogli forma e sostanza, i riferimenti visivi sono invece preziosi come l’oro. Parole come elegante, raffinato, semplice, verde, frizzante (potrei elencarne mille ancora) sono soggette a molte interpretazioni. Pensiamo poi a tutte le espressioni di cui si legge in giro: rustic-chic, shabby, glamour, hipster, radical-pop, boho…

Per l’appunto. Bho.
Suvvia se fai il medico o l’avvocato hai tutto il diritto di non sapere cosa significhi boho.

I Moodboard esistono da prima della ruota, quando lavoravo in agenzia di pubblicità, ormai più di 15 anni fa, si facevano su board di cartonato enormi dove si andavano ad attaccare ritagli di giornali, foto tratte da libri, riviste, ritraenti persone, cose, ambienti, frasi, caratteri tipografici, colori. Nonostante il successivo avvento del digitale, c’è chi continua a creare bellissimi moodboard “analogici” utilizzando anche stoffe, oggetti e altri materiali. Potete dare un’occhiata ai lavori di Gudy Herder per esempio.

Ma per lo più oggi i Moodboard si sviluppano in formato digitale, creando un collage di immagini che restituisce una visione complessiva coerente.

Alla luce di quanto detto, sarà ora facile capire come:

lo stesso Concept possa essere interpretato e letto con Mood differenti. E come talvolta il Concept abbia invece delle forti implicazioni sul Mood e lo condizioni.
Immaginiamo di lavorare sul tema “Cucina d’Autore” come con Eleonora. Noi abbiamo scelto di interpretarlo con un mood shabby-chic (o quello che noi avevamo in quel caso stabilito essere shabby-chic attraverso riferimenti visivi) ma avremmo benissimo potuto interpretarlo in chiave moderna. Con Felicita abbiamo lavorato sul concept “Silhouette” e lo abbiamo interpretato in chiave moderna sobria raffinata ma avremmo potuto anche interpretarlo in chiave Parisienne art-deco.
E ora pensate invece a un concept come il Camp Wedding, possiamo interpretarlo con stile boho o con stile hipster, ma difficilmente riuscirei a immaginarlo in chiave glamour (anche se potrebbe essere una bella sfida! ;-). A volte un particolare Concept si riesce a declinare bene con diverse chiavi di letture, altre volte le possibilità sono più ristrette.
Una cosa è certa: se ragioniamo in termini di Concept e Mood riusciamo a modellare meglio il progetto, a far sì che i suoi ingranaggi funzionino bene. E che il nostro lavoro di lì in poi sia in un certo senso più facile, più fluido.
per organizzare bene un matrimonio posso avere sia Concept che Mood, o posso avere solo il Mood.
Non sempre mi viene suggerita un’idea/Concept da sviluppare e non sempre è opportuno proporla. In alcuni casi, per alcune spose, in alcune situazioni, potrebbe risultare una forzatura. Per questo matrimonio ho lavorato definendo unicamente il Mood, senza avere un concept specifico. Ciò nonostante io sono stata ugualmente molto soddisfatta del risultato.
Se vogliamo, per alcuni versi è più difficile lavorare senza concept perché esso può rappresentare un ulteriore guida (oltre al Mood) nella scelta degli elementi che ricompongono il puzzle: il concept Silhouette ha suggerito una forma di intrattenimento ospiti (l’artista che ritagliava sul momento le silhouette degli ospiti), il concept Cucina d’Autore ha suggerito la creazione di un menù letterario-ricettario. Nel matrimonio  “senza concept” il cadeaux è stato un profumo in ampolla con atomizzatore: coerente con il Mood perché raffinato, con uno stile classico e un sapore un po’ francese, selezionato e confezionato con un determinato stile e nella palette colori identificata, ma non suggerito da un concept specifico.
Che io lavori su entrambe o solo sul Mood, il mio sforzo è poi sempre quello di utilizzare tutti gli strumenti a mia disposizione per fare storytelling, ovvero per aiutarvi a raccontare la vostra storia attraverso l’evento. Le storie coinvolgono ed emozionano. Ne parleremo in un altro post.

 

2. Guidare e ispirare.
Concept e Mood ci aiutano (insieme al Questionario e alla simulazione del Budget) anche nella scelta dei fornitori, location inclusa (e no, i fornitori non sono tutti uguali e neanche si dividono semplicemente in bravi o non bravi: ogni fornitore ha le sue peculiarità e caratteristiche), e ci aiutano poi a ispirarli e guidarli verso un obiettivo ben chiaro e delineato.
Anche qui faccio appello alle mie esperienze in pubblicità: la cosa peggiore che tu possa dire a un creativo è “fammi una bella campagna per il mio prodotto”. Non esiste la campagna bella, esiste la campagna giusta. Non è vero che così facendo si lascia più spazio alla loro creatività, anzi un creativo  ha BISOGNO di definire un territorio per esercitare bene la propria creatività. E’ dentro quel territorio che chiederò loro di stupirmi.

 

Nel prossimo post ti racconterò meglio cosa puoi iniziare a fare da subito per mettere a fuoco Concept e Mood per il Tuo Giorno!

Stay tuned!