Come avevo anticipato la scorsa settimana, oggi parliamo di come personalizzare e “scaldare” la cerimonia religiosa cattolica.
Prima qualche informazione utile.
La prima cosa che devi fare è recarti nella tua parrocchia e parlare con il tuo don. Se hai deciso di sposarti nella tua parrocchia inizierai a informarlo e capire con lui le eventuali disponibilità. Se il tuo desiderio è sposarti altrove, dovrai ottenere il suo consenso.
Questo perché il matrimonio andrebbe celebrato nella parrocchia di residenza degli sposi o in quella dove verrà eletto il loro nuovo domicilio da sposati (generalmente non ci sono problemi a celebrare anche nelle parrocchie “di famiglia” qualora voi abbiate poi nel tempo cambiato residenza).
Non tutti i parroci accettano i “fuori parrocchia” e non tutti i parroci concedono il “nulla osta” a cambiare parrocchia.
In realtà, Papa Francesco ha recentemente chiesto maggiore flessibilità nell’accordare agli sposi il “cambio parrocchia” ma l’applicazione di questo invito rimane personale e soggettivo (aka dipende dal sacerdote).
In ogni caso, sarà il parrocco della parrocchia di residenza a espletare le pratiche (sarà lui a guidarvi nella produzione dei documenti necessari, anche quelli legali per il matrimonio concordatario con valore legale) e a produrre il “Processicolo” (o da alcuni chiamato Istruttoria) da far eventualmente avere alla parrocchia che ospiterà la cerimonia (nel caso fosse una parrocchia diversa). Oltre all’attestato del corso prematrimoniale, al parroco andranno consegnati anche i certificati di battesimo e cresima di entrambi, da richiedere nella parrocchia dove si è ricevuto il sacramento, e il certificato contestuale. Si richiede in Comune e certifica che i fidanzati non sono mai stati sposati prima. Alcune amministrazioni richiedono il pagamento della marca da bollo.
E sarà sempre il parroco della vostra parrocchia a darvi informazioni in merito al corso prematrimoniale. No, non si tratta di lezioni di catechismo, piuttosto di un percorso che la Chiesa cattolica chiede agli sposi di seguire per giungere all’altare nella piena consapevolezza di questo sacramento e dell’importanza che questo atto comporta (talvolta con l’apporto di altre coppie che frequentano la parrocchia e che raccontano le loro esperienze di vita). Ragazza mia, lo so, è difficile trovare il tempo e l’incastro nelle nostre frenetiche routine quotidiane, ma fammi dire che con i tempi che corrono, riuscire a fermarsi qualche ora e riflettere insieme su cosa davvero significa affrontare la vita in coppia…ecco, non può farti male. Il consiglio è quello di muoversi con un po’ di anticipo. Non tutte le parrocchie organizzano un corso, si tende a raggruppare le coppie di più parrocchie della stessa zona. Rivolgetevi al vostro parroco per sapere quando e dove è previsto il corso più comodo per voi.
Andranno inoltre verificati vincoli o regole specifiche da rispettare (alcuni non vogliono candele, altri non permettono la decorazione dei banchi o la permettono solo a determinate condizioni, alcuni impongono di provvedere alla decorazione di alcuni luoghi/punti sacri quali l’altare maggiore e il mensale e di non portare via quelle decorazioni al termine della cerimonia, alcuni vietano il lancio del riso, l’uso del flash o delle luci addizionali che talvolta i fotografi chiedono di poter posizionare all’interno), orari e ingressi per allestimento/disallestimento (esiste un’uscita laterale per velocizzare il lavoro della fiorista ed eventualmente consentirle di trasferire parte dell’allestimento sul luogo del ricevimento?), arredi e posizionamenti normalmente suggeriti per la cerimonia (mettono una guida? quali sgabelli/sedie/inginocchiatoio sono previsti per sposi e testimoni?) possibilità di sosta della macchina degli sposi davanti all’ingresso e dell’utilizzo dell’eventuale organo presente in chiesa (talvolta l’organo c’è ma non viene concesso o viene concesso solo all’organista che lo suona abitualmente in quanto talvolta si tratta di strumenti antichi e molto delicati).
Se lavoriamo insieme, non preoccuparti di quanto sopra. Saremo io e la fiorista a verificare con il celebrante (o spesso la “perpetua” incaricata) questi e altri dettagli.
Ricordati invece di chiedere quanti testimoni potete avere, alcuni sacerdoti non pongono limiti (solo di buon senso) mentre altri potrebbero chiedervi di limitare il numero a due. Non esiste una norma precisa in merito per cui se fra le tre amiche del cuore non potete scegliere, parlatene al vostro sacerdote e spiegategli la situazione. Il più delle volte vi accontenterà.
Sì può celebrare il matrimonio in qualsiasi giorno dell’anno, con l’invito a tenere conto dei tempi penitenziali, soprattutto della Quaresima, evitando ogni sfarzo o solennità non adeguata. Gli unici giorni, però, durante i quali evitare le nozze, sono il Venerdì e il Sabato santo.
In genere (a meno che la messa non sia anche per la comunità parrocchiale e cada in giorni liturgici particolari dove andranno mantenuti i testi previsti dalla S. Messa) possono essere scelti i testi di: Prima Lettura, Seconda Lettura, Salmo e Vangelo. A parte il Vangelo, che va rigorosamente letto dal don, possono essere scelti amici e/o familiari in qualità di lettori. Vuoi qualche suggerimento? Ho raccolto in un documento una selezione dei brani più indicati. Lo trovi a questo link.
E’ comunque bene verificare a tempo debito tutto il testo che andremo a stampare per il libretto con il celebrante, in quanto talvolta alcuni vogliono anticipare o posticipare alcuni momenti o aggiungere e/o modificare alcune parti.
La parte forse più “personalizzabile” della cerimonia è a mio avviso quella che corrisponde alle “Preghiere dei Fedeli”: possono essere “commissionate” ad amici e/o familiari, possono essere brevi letture ma le migliori sono quelle scritte di loro pugno, che è bello secondo me non farsi rivelare prima per poterle ascoltare la prima volta durante la cerimonia (infatti io di solito nel libretto riporto solo la dicitura “Le preghiere degli amici e della famiglia per nome sposi”). Non sottovalutate questa possibilità, scegliete bene le persone, e non chiedetele all’ultimo (perchè altrimenti ci sta che all’ultimo riescano a mettere insieme solo un banale “per la famiglia che sta per nascere, preghiamo” ;-) Se fate capire loro che per voi quella preghiera è importante, si impegneranno. E vi assicuro che possono venire fuori dei piccoli discorsi a cuore aperto che commuoveranno voi e tutti gli ospiti.
E poi i canti. A differenza della cerimonia civile (di cui abbiamo parlato qui), ci sono ovviamente più regole da rispettare. E il margine di flessibilità è deciso dal don. Non date per scontato che l’Ave Maria di Schubert o l’alleluia di Cohen vengano sempre e comunque accettati.
Generalmente i momenti in cui sono previsti sono:
Ingresso ospiti, Ingresso sposo, Ingresso sposa, Memoria del Battesimo (aspersione), Canto al Vangelo, Offertorio, Santo, Pace, Comunione, Conclusione, Firme, Uscita sposi. I momenti dove viene in genere concessa maggiore flessibilità sono ingresso ospiti e i canti di chiusura. Suggerisco sempre (quando col don lo permette ;-) di tenere anche un leggero sottofondo strumentale durante lo scambio delle promesse.
Se pensate che la maggior parte dei vostri ospiti non frequenti abitualmente la Messa, secondo me è una buona idea esonerarli da alcune preghiere che dovrebbero altrimenti essere recitate da tutta l’assemblea (come il padre Nostro, o il Santo) facendoli cantare (ovvio, in questo caso la voce è necessaria, non basta un pezzo strumentale). Ci sarebbe ancora molto da dire in merito a strumenti e formazioni ma questo post è già chilometrico…quindi ti grazio per questa volta ;-)
E a te che è sorto un dubbio te lo tolgo: Sì, se uno degli sposi non è cattolico o cristiano il rito cattolico può comunque essere ufficiato a patto di ottenere e produrre una Dispensa per la parte non cattolica. Il vincolo più sensibile che si impone alla parte non cattolica è quello di impegnarsi a educare i figli secondo la legge della romana chiesa.
Tutto chiaro? Bhè sposa, se lavoreremo insieme ti prenderò io per mano. Don’t worry!