O che bello! La carta di Marzo è “coraggio”. E mi piace un sacco. Perchè io chiedo coraggio alle mie spose. Le spose che mi scelgono sono abbastanza sicure di sé da osare e alle volte pure azzardare. 

Se non c’è questa attitudine, è davvero difficile uscire dagli schemi. E ormai lo sapete vero che a me piace un sacco non essere limitata da etichette e dalla paura di non piacere. Se Federica non avesse avuto questa attitudine, non avremmo mai organizzato il suo matrimonio in un hangar di veicoli leggeri. Se Giorgia non avesse accettato l’azzardo, non avremmo mai potuto “divertirci” con delle maschere di topo (sorry, non ho ancora pubblicato ;-), e con Giorgia (ma un’altra Giorgia ;-) nn avremmo mai festeggiato nella piazza pubblica di un piccolo borgo ligure (ehm…neanche questo posso mostrarvi), giusto per dire qualcuna.

La paura di sbagliare è il più grande limite mai imposto alla creatività”, fa parte del mio “manifesto”. 

Quando si esce da una strada già battuta, c’è sempre una piccola componente di rischio.

Il rischio che qualcosa non funzioni, e il rischio che si possa disattendere le aspettative.

Ma a tutto c’è una soluzione: alla prima tipologia di rischio si ovvia con un team di professionisti seri e capaci, una valutazione il più accurata possibile, eventualmente qualche test/campione e un piano B, ma a differenza dei Giochi Olimpici, dove avevamo un test completo di tutto e un reparto apposta di crisis management che analizzava ogni eventualità e prevedeva una soluzione ) nell’evento matrimonio non abbiamo la possibilità di testare e prevedere un piano alternativo per TUTTO. E’ tutta questione di budget.  Il gioco non vale la candela. Per cui si testa/prova il provabile, e ci si affida all’esperienza e alla sensibilità di professionisti con comprovata esperienza (magari non in situazione identica, ma magari simile). Ok, qualcosina potrebbe non andare come previsto, ma non sarà un grosso problema (perchè se così fosse non ti avrei fatto assumere quel rischio;-), ma se invece va tutto secondo i piani…sarà una bomba!! ;-)

Alla seconda tipologia di rischio (quella di non piacere) si ovvia avendo un riguardo ESAGERATO per l’ospite. Cercando di rendere l’esperienza il più fruibile possibile, ipercoccolandolo, prevedendo ogni sua possibile necessità, studiando in modo accurato flussi e logistica, e soprattutto “preparandolo” al tipo di esperienza che stiamo “confezionando”. Se riusciamo a fare tutto questo, non importa se l’evento non incontrerà il suo gusto, magari lui non condividerà alcune nostre scelte, ma non sarà certo infastidito…anzi, sarà deliziato da tutta l’amorevole cura che avremo nei suoi confronti. 

E anche la vecchia zia dirà “son ragazzi…se non lo fanno loro…” ;-)